La critica su “Il respiro delle onde”

Libertà di parole
Alessandro Izzi compone in questo Il respiro delle onde un piccolo epos alla forza dell’amicizia e al bene che gli uomini possono regalarsi, se non pretendono di sapere troppo di sé e del mondo.
Giuseppe Napolitano

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ARTincontro
Nel nostro caso l’autore fa crescere una metodica un po’ alla Bergman per tematiche e una storia senza pretese simboliche o assolutistiche, mite, quieta, joyceana e personale: solo del protagonista e di chi gli sta attorno. La storia procede e cresce sui suoi ricordi, della sua infanzia, e del suo futuro, il presente che ci viene raccontato. Tutt’attorno ci sono gli affetti, le amicizie, i racconti degli amori, le lezioni, le amicizie tra il necessario fortuito e l’inutile desiderato dominando paragrafi con parole fatte per giocare.
Emiliano Paladini

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Close-up
Ma rievocare un ricordo non vuol dire rimpiangerlo, desiderarne il sovvertimento, anelare un ritorno indietro per comportarsi in maniera diversa: piuttosto celebrarne la forza, l’elegia sperimentale della condivisione, la valenza esperienziale di una personalità su un’altra.
Fabiana Sargentini

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Telefree
Il flebile suono del mare -che può farsi impetuoso in tempesta e tentare di scomparire nella calma- segue la partitura della Creazione, fonda la propria energica bellezza nell’infinità di sussurri che sarà in grado di emettere nel cuore/mente delle creature esistenti… dando loro l’opportunità vera del vivere!
Sandra Cervone

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