La chiave per entrare (racconto)

Incipit

Aprì gli occhi al rumore di passaggio di una macchina nella strada sotto casa. In tempo per cogliere,
a metà tra sonno e veglia, i motivi arabescati della serranda animarsi nella luce in movimento sui
muri della stanza.
Un fruscio leggero al suo fianco, nella culla che si indovinava nella penombra, l’aveva fatta uscire
dal sonno agitato di quelle notti. Con un tuffo al cuore cercò l’interruttore della abatjour: affannosa
ricerca sul filo aggrovigliato di un sogno che le sgusciava tra le dita.
Poi il click a ridisegnare ogni cosa nella forma e distanza abituale.

Motivazione del Premio Streghe, vampiri e Co.:
Le origini di tutte le creature fantastiche affondano in istanze sociali e psicologiche ancestrali: questo pregevole racconto, intenso, originale e coraggioso, inserisce con sensibilità straordinaria la drammaticità di un fatto dei nostri giorni nella cultura fantasy. Il dolore di una madre sconvolta per il suo neonato perduto è struggente nelle parole di Alessandro Izzi: il sentimento di mancanza e la depressione invincibile da esso generata sono narrate con chiarezza ed eleganza grazie a un linguaggio estremamente curato e raffinato e a una struttura equilibratissima; e poi, attraverso dettagli sempre più agghiaccianti, il maturare della consapevolezza di un motivo diverso, sovrannaturale e intollerabile, per una tale sofferenza: il vampiro, dunque, incarnazione mostruosa di un complesso e doloroso stato psichico, che prosciuga energie, volontà e certezze, che rende impotenti e che non può essere arrestato. La costruzione è magistrale: il racconto disvela in maniera progressiva ma inesorabile il terrore di cui è intriso e, pur delineando subito atmosfere sospese di angoscia e malattia, che paiono discendere direttamente da alcune pagine di Stoker, come un meccanismo ben calibrato fa scattare le dinamiche più inquietanti solo quando il lettore è ormai del tutto avvinto e non ha più modo di distogliere la propria attenzione. Inoltre, le visioni di orrore guadagnano ulteriore potere evocativo dall’essere abilmente inserite in un contesto di quotidianità e legate a immagini di candore, innocenza e tenerezza.

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