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Omicidi in si minore

Nasce all’insegna di un’ibridazione post-modernaOmicidi in si minore di Davide Bottiglieri.
In superficie ha tutte le caratteristiche del giallo tradizionale, con tanto di detective che cerca il suo colpevole sulle strade battute dalla pioggia del mito transilvano di fine Settecento. Ma basta appena uno sguardo più attento per rendersi conto che, sotto la superficie, le linee del narrato si intricano oltre il lecito in cerca di modelli assai più complessi e variegati.

Tanto per cominciare se ha forma gialla la narrazione in chiave detection, con tanto di ricerca di un serial killer ante literam che si aggira in una remota cittadina dello zingaresco oriente colonizzato dal classicismo viennese, meno legata al genere appare, invece, la descrizione del protagonista, Ljudevit Alecsandri, un ispettore di polizia che a stento soffoca, durante le inizialmente infruttuose indagini, un lato oscuro, più terribile dello stesso assassino ricercato.
Persa per strada la dinamica positivista dell’investigatore che trionfa grazie al solo uso della logica, il giovane protagonista ha piuttosto le intuizioni di un più moderno profiler che, giunto sul luogo del delitto, ricostruisce gli eventi occorsi, ma deve imparare ad affidarsi all’istinto più animalesco per venire a capo di misteri che superano anche la fantasia più esercitata al peggio

In questo riconoscersi nel mostro nella consapevolezza terribile di dover scendere al suo livello per stanarlo, si consuma in fondo la svolta più horror del romanzo che avvicina Omicidi in si minore a Thomas Harris molto più di quanto non faccia con Conan Doyle.

Frattanto la descrizione impietosa di Cluj, città anch’essa sul confine tra l’istintualità zigana delle origini e la sovrastruttura settecentesca di un illuminismo che già sta cadendo verso gli orrori della rivoluzione francese, spinge l’intero apparato romanzesco verso le ombre scure e aguzze del noir, dove poco spazio è dato alla speranza e tutto soccombe sotto il peso di un’umanità che ha smarrito per strada ogni valore. Qui gli stessi organi di polizia sono luoghi di osceno compromesso, in cui ogni idealismo (ivi compreso quello dello stesso di Ljudevit che ancora vorrebbe percepirsi come il buono) cede il passo alle mire dei più potenti e dove il sottobosco malavitoso si concretizza nella figura oscura dell’Uditore che viene, invece, dritto dritto dal fumetto alla Frank Miller, con le stesse ombre e le stesse improvvise macchie di colore. Peccato, allora, che così poco sia lo spazio per questo personaggio che è più comparsa e accidente di percorso ai fini della trama romanzesca che non archetipo sul quale costruire più complesse architetture.

In questo marasma di suggestioni diverse, soffocate da una pioggia costante che dona al romanzo la stessa pensosità di un Blade Runner del passato, dove ogni senso di legalità deve cedere spazio all’urgenza di una soluzione, il finale brusco e rimandato a un secondo volume (Prove per un Requiem, già uscito e di cui, forse, parleremo nei prossimi giorni) rimanda a una serialità che ha sia il sapore della più moderna televisione, che quello dei penny dreadful del passato, opere con cui Omicidi in si minore ha non pochi punti di contatto.

Tanto per cominciare a livello stilistico, grazie a una prosa gonfia e ricercata, che ha le rotondità di un barocco pronto a scivolare nei primi bagliori del romanticismo, ma che si avvicina anche al fuilleton e al romanzo d’appendice rigorosamente d’epoca.
Poi per il maniersimo della struttura che gioca con la suggestione musicale lisztiana (il si minore è anche la tonalità della celeberrima sonata per pianoforte che pure, come il romanzo, è in quattro movimenti ugualmente aperti da un Lento assai) per dare all’intero volume il tono cupo di una narrazione in cui Bene e Male sono due mani di uno stesso pianista che sorvolano l’abisso.

Insomma un’interessante prova romanzesca, quella di Davide Bottiglieri, a cavallo tra i generi e moderna anche nella sua patina di ricercato antiquariato.


Autore: Davide Bottiglieri

TitoloOmicidi in si minore
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Dati: 280 pp., brossurato con alette
Anno: 2017
Prezzo: 16,00 €
Isbn: 978-8899500566
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