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Requiem dal buio e dal frastuono

REQUIEM DAL BUIO E DAL FRASTUONO (2020)
Edizioni Giovane Holden, Viareggio, 2020
ISBN: 9788832927481

Il Requiem dal buio e dal frastuono non vuole essere semplicemente una preghiera per i morti. Al contrario, come tutte le messe cantate della tradizione occidentale, questo libro parla ai vivi della vita; racconta, sì, il lutto, ma per metterlo al centro un percorso di risalita, di ritorno alla luce ostinato e inestinguibile.

Canto del dolore e, al tempo stesso, sua elaborazione nella compassione (intesa nell’accezione più vera ed etimologica di cum patior, soffrire con), il Requiem dal buio e dal frastuono è una celebrazione laica che si assorbe tutta nella speranza, davvero “umana”, della condivisione e dell’affratellamento con l’altro.

I 34 canti che lo compongono, distribuiti nelle parti canoniche della tradizionale Missa pro defunctis (più due di appendice), costituiscono un caleidoscopio ideale di ritmi e intonazioni, di ombre e di anime, di reale e di onirico in cui ognuno è chiamato a riconoscersi in un anelito a un’utopica universalità del sentire. Ma essi sono anche una ricerca di quella “parola che ancora non dice” da opporsi al vuoto frastuono dei proclami cui ci ha tristemente abituati il mondo contemporaneo; un “non dire ancora” in cui l’Amen che arriva, infine, a chiudere il cerchio, in realtà, è lì solo per aprirsi a nuove, infinite possibilità.


Se è vero che il canto dello strappo sanguinerà senza tregua alcuna, la sua forza intrinseca potrà farsi viatico al “pellegrinaggio” della speranza…
Forse fino al ricongiungimento delle due parti lacerate? A ciascuno la scelta! La consapevolezza dell’Amen che chiude un cerchio e ne prepara altri. A ragione e per la VITA!
Un canto silente e straordinario, insomma, che Alessandro Izzi ha saputo cogliere, dal proprio e dall’altrui cuore. Affinando vista e udito per percepire il respiro del MONDO, all’unisono.
In un unicum che cattura e incanta. (Sandra Cervone)

La solitudine dell’abbandono e la tragicità del canto d’Amore e Morte trovano qui accenti nuovi e convincenti, con un pensiero che si tramuta in poesia, una versificazione (della quale Izzi, ben educato letterariamente, conosce perfettamente gli strumenti retorici e stilistici) che procede libera e quasi prosciugata, pur nella ricchezza degli espedienti metaforici. (Pasquale Gionta)

INDICE DEL LIBRO

Prefazione – Requiem al dolore universale pag. 11

Introduzione pag. 15
I. Preludio pag. 17
Brucia dire pag. 19
Cerco il seme nel vento pag. 20
II. Introitus pag. 23
Ho scompaginato pag. 25
Trovare un perché pag. 26
Mi hai detto che eri ombra pag. 27
Impigliato tra macerie di lutto pag. 28
Potessi andare dove riposa pag. 29
Mi hai lasciato pag. 30
III. Kyrie pag. 33
Mi ritrovo pag. 35
È nel cuore pag. 36
Eccoli qui, i valori pag. 37
IV. Graduale pag. 39
Ho scritto il tuo volto sull’acqua pag. 41
Ci scrivevamo pag. 42
Non posso fare arazzi pag. 44
V. Sequentia pag. 47
Ora che ti ho perso pag. 49
Calpesto volti pag. 50
Aspettavo le trombe pag. 51
Se il silenzio fosse vetro pag. 52
Sopra campi arati di buio pag. 53
Si macchia di rosso pag. 54
Tra baracche e lamiere pag. 55
Dalla riva bagnata di buio pag. 56
Comincio a uscire a riveder le stelle pag. 57
VI. Offertorium pag. 59
Scavi buche pag. 61
Sull’orlo della notte pag. 63
A ogni taglio sulla pelle pag. 64
Levate le ancore pag. 65
Donami la lacrima pag. 66
S’io pregassi pag. 68
VII. Agnus dei pag. 71
Getto malta bianca pag. 73
Un bianco lutto pag. 74
VIII. In Paradisum pag. 77
Volto l’angolo pag. 79
Nella luce del mattino pag. 80
Lo so che quel bastone, pag. 81
Postludio pag. 83
Dalla finestra del primo piano pag. 85
Come un sasso pag. 86
Appendice pag. 89
Hai soffiato nel mio petto pag. 91
Hai buttato la rete pag. 93

Postfazione pag. 95
Ringraziamenti pag. 103

PRESENTAZIONI

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