Sangue dal naso (Scuola Diaz, Genova 2001)

7433_134148384246_100019834246_2513424_1087702_n-203x300Sangue dal naso (Scuola Diaz, Genova 2001) è uno spettacolo semplice e piano.
Non cerca sensazionalismi, non vuole le luci a effetto dei talk show televisivi, né ha le lettere strillanti dei titoli di grido dei grandi quotidiani di un tempo.
Nel mondo grigio stinto dei social media in cui tutto si confonde con tutto, non cerca, cosa rara, colori più accesi.
Al contrario Sangue dal naso è un’esperienza intima, piccola, minuta. Una di quelle che si rivolgono a poche persone per volta perché, anche se è teatro, non cerca mai un pubblico, quanto piuttosto un interlocutore.
Sangue dal naso ha uno sguardo schietto, diretto e pulito. Uno sguardo di ragazzo, di chi, nonostante tutto, non ha mai smesso di sognare, di chi ancora pensa al futuro anche se continua a guardare al passato.
Nel suo piccolo non vuole insegnare, né convincere. La sua unica certezza è una storia e il bisogno di continuare a raccontarla prima che se la mangi l’indifferenza generale. Senza infingimenti, senza troppi ghirigori, senza tenersi dentro anche i dettagli più scomodi.

L’attore, Andrea Maurizi, che firma anche drammaturgia e regia, si mette a centro scena, sotto una luce chiara che non fa spettacolo anche se indica uno spazio, e lascia al solo racconto dei fatti il compito di dipanarsi nella sua nuda e semplice realtà di cronaca.
Anzi, ad essere precisi, più che di racconto si dovrebbe parlare di racconti perché a succedersi sul palco sono tanti punti di vista diversi: dalla versione ufficiale alle dichiarazioni dei testimoni diretti, dalla freddezza delle immagini delle telecamere alle radiocronache veloci a ridosso dei fatti.
L’attore, da parte sua, senza cercare giudizi, senza dare spazio a svolazzi di troppo facile retorica, si mette nella posizione di chi guarda le cose che racconta come non fossero sue, come non stessero uscendo dalla sua stessa bocca.
In un certo senso è come se fosse spettatore anche lui di tutto quel trambusto, come fosse pubblico in mezzo all’altro pubblico, testimone involontario di una Storia che ci scorre affianco e si allontana oltre l’orizzonte senza che noi si riesca ad afferrarne un lembo.
L’unica sovrapposizione ironica alla semplice cronaca delle giornate di Genova sta nella scelta di mettere dei pupazzi in scena, su di un tavolo, e agirli come burattini dando loro, di volta in volta, nomi dei giudici, degli avvocati e dei sindaci direttamente coinvolti nell’orrore consumatosi nella scuola Diaz e poi subito dopo nelle carceri dove furono portati i manifestanti.
Una scelta in fondo didascalica per raccontare di un Potere che è come un gioco di bambini, goffo e confuso, egocentrico e in fondo inetto, che però funziona soprattutto per destabilizzare lo spettatore nelle sue certezze.
Una scelta intrigante che trova il suo respiro soprattutto nel modo di porgere il discorso di Andrea Maurizi, senza eccessivo carico, senza troppa sottolineatura attoriale, ma con semplicità e immediatezza.

Dispiace in fondo, solo che l’attore non usi un po’ di più questi pupazzi che non gli dia più peso e spirito, ma è un’impressione che nasce dal pensiero che forse la sala di teatro sta un po’ stretta a uno spettacolo che invece dovrebbe camminare portandosi il suo pubblico (sempre poco, sempre intimo) per quelle strade e per quei corridoi che racconta così bene.
Invece Sangue dal naso sembra accontentarsi del poco spazio del teatro come di una condizione necessaria, ma di qualche ingombro. E il palco su cui prende vita lo spettacolo, il regista lo connota poco, quasi lo volesse lasciare così com’è, niente più che uno spazio da attraversare mentre fuori e intorno ci siamo noi e il nostro bisogno di ricordare.

Scelta, in fondo, intrigante e coraggiosa, di un discorso che non si tira indietro e porta tutto alle sue estreme conseguenze.
Perché in questo modo davvero resta avanti solo la Storia e il rispetto che le si deve, lasciando a noi il dovere civile di continuare a chiedere conto dei tanti, troppi punti interrogativi che aspettano risposta.


Teatro libera tutti – Teatro Off
31 gennaio 2015, ore 21:00
Teatro Bertolt Brecht, via delle Terme Romane, Formia

Teatro delle condizioni avverse
SANGUE DAL NASO
regia di Andrea Maurizi

Precedente Il fischio della Papera Successivo Garrincha - L'angelo dalle gambe storte