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Film come Requiem

Film come Requiem. Analisi e interpretazione del rapporto tra suono e immagine nel cinema di Luchino ViscontiHelicon Edizioni, Arezzo

“Faccio film come Requiem”, aveva dichiarato una volta, in un’intervista, Luchino Visconti.
Più che una battuta, una vera e propria dichiarazione d’intenti, questa, da parte di un regista, che, nel corso di una carriera multiforme, divisa tra cinema, teatro e allestimenti lirici, ha cantato sempre i cambiamenti in atto nella società italiana ed europea tra Ottocento e Novecento.
I suoi film sono, quindi, Requiem per un mondo che rincorre ancora l’illusione delle magnifiche sorti e progressive cantate da Leopardi, ma anche per il corpo dolente dei vinti, dei dimenticati, dei reietti che la Storia si lascia dietro.
In questo lucido compianto risiede, forse, il motivo di maggior fascino dell’opera di un regista che, a torto, è stato per lungo tempo considerato meramente accademico.
L’analisi dell’orchestrazione degli elementi sonori del suo cinema, portata avanti in questo saggio, è il tentativo di dimostrare la straordinaria vitalità di una lezione registica che ha lasciato un segno indelebile nella nostra cinematografia. Un magistero che oscilla tra i due poli di Estetismo e Realismo in maniera assolutamente originale e, per troppo tempo, sostanzialmente fraintesa.

DALLA PREFAZIONE:

Non è compito di chi qui scrive bensì del lettore attento e consapevole, dare una valutazione complessiva del lavoro svolto da Alessandro Izzi, da sempre un fine conoscitore dell’opera viscontiana. L’autore fa, comunque, opera pioneristica in un campo che ci sembra sia stato molto trascurato sinora dalla critica e cioè quella della dimensione di interscambiabilità delle funzioni delle varie componenti sonore nell’ordito artistico del nostro regista. Attenzione non parliamo della sola musica (su cui esiste una bibliografia discretamente ampia) oppure ancor più banalmente del rapporto e la vicinanza con il Melodramma, tema ampiamente conosciuto, direi scontato e più volte analizzato nella filmografia del Conte di Lonate Pozzolo. Si tratta, in soldoni, di qualcosa di più vasto che implica tutta l’amplissima gamma di quanto noi chiamiamo “colonna sonora” e che gli americani definiscono con un termine tecnico forse più ampio “sound design”, e cioè di ogni aspetto non visuale del film. Sotto questo aspetto sarà importante ricordare come, a seguito dell’analisi e delle ricerche complessive sulle strutture sonore nel cinema con dei giganteschi passi avanti fatti a riguardo negli anni Ottanta-Novanta per merito della cosiddetta “scuola francese”, esse siano entrate, forse, dopo un grande momento di notorietà, in un periodo di stallo, se non di stasi. Partite dall’insegnamento del grande musicologo Pierre Schaeffer (1910-1995) sul concetto di “oggetto sonoro”, ed elaborate con potente e rigorosa metodica nel gigantesco lavoro del compositore e teorico Michel Chion, tali ricerche costituiscono ancor oggi un punto di non ritorno da cui è impossibile prescindere.

(Giovanni Spagnoletti)

 

INDICE
Introduzione di Giovanni Spagnoletti………………………….5
Premessa…………………………………………………………………9
PARTE PRIMA – I rumori
1.1 Angosciosi rumori fuori scena……………………………….25
1.2 Lu mare è amaru,
ovvero il trionfo dell’ambiguità……………………………..40
1.3 I suoni dell’animo……………………………………………….57
PARTE SECONDA – Le voci
A) La voce prima del Logos……………………………………….79
B) La voce prima del canto………………………………………..85
2.1 La risata……………………………………………………………..90
2.2 Voci alla ricerca di un corpo………………………………….107
2.3 La voce della madre…………………………………………….126
PARTE TERZA – Le musiche
A) La musica come commento integrale………………………135
B) Musica empatica, musica anempatica
e contrappunto didattico………………………………………..138
3.1 Verdi vs Bruckner………………………………………………..151
3.2 Preludio, incesto e lutto………………………………………..163
3.3 Sotto il segno di Mahler……………………………………….179
Appendice – La musica originale………………………………..197
Bibliografia……………………………………………………………..207